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日志


4月29日

Pillole di demenzialità...

Allora...ennesima uscita scout..parla il mio capo:

"..è una fissaria quello che dovete fare.."

L'aiuto capo ribatte a coppe:

"..fossi ancora rover la farei anche io quest'uscita.."

Promettente direbbe uno...se non conoscesse la BASTARDITUDINE di questi due personaggi.

Anche io mi sono fatto letteralmente infinocchiare da questi due loschi figuri,infatti il lago di Caccamo non fa molta paura a guardarlo.

Dunque passa il pomeriggio e passiamo tutti un po' di guai perchè siamo in 6 in una jeep pà priessa.Ok,fino a qui me la posso anche accollare.

Ciccio (comunemente conosciuto come CARDONE o PENSABENE e si lascia intendere al lettore il perchè di questi soprannomi) comincia a sproloquiare con i suoi soliti discorsi:

Sono andato a mare e mi sono preso il sole NUDO INTEGRALE.

Ho visto un documentario dove uno SI BOLLIVA LE PALLE per fare morire gli spermatozoi e quindi avere rapporti sicuri.

Comincia il grande dibattito e Bruno Vespa poteva chiudere PORTA A PORTA..infatti tutti già indossavamo giubbini anti-proiettili per le minchiate che si sparavano riguardo a questo argomento:

Gioele-"Il Papa quindi è daccordo a questo metodo naturale di contraccezione?"

Marco-"Ce le possiamo bollire le palle?"

ecc.ecc.

Arrivati al punto verso le 8 penso:"che bello sicuramente la pioggia ha fatto il suo dovere non faremo niente".. e sicuramente qualche entità bastarda mi diceva con voce divina "illusoooooo..."

...morale della favola:

L'attività comincia a mezzanotte,sbagliamo strada,ci infiliamo in giungle sperdute e dopo soli 16 km siamo arrivati a destinazione:orario 4.30 alle 5 eravamo già tutti in coma a dormire...tranne Ciccio che pensava a come bollirsi le palle appena tornato a casa...

Oggi..pesca sul lago con lenze ed esche che facevano schifo pure al pesce più fituso e velenoso della terra...(nessuno ha preso niente infatti)io che ogni tanto gridavo "l'ho preso l'ho preso" e tutti i deficenti che si giravano a guardare me...intanto Ciccio aveva inavvertitamente tirato in acqua anche la lenza...e tutti eravamo spalmati a terra dalle risate nel vederlo NUDO PARZIALE con le sole mutande,entrare in quel lago di merda...C'è da dire che inoltre Ciccio ha fatto tutto il viaggio di ritorno senza mutande..

W gli scout più seri del mondo...siamo troppo forti!

4月24日

6-5

Champagne.
Oggi vittoria col cuore.
La prossima sarà con l'anima!
 
NO PROBLEM?
Adesso l'obiettivo è uno soltanto:IL PALAGIGLIO!
4月20日

ci ho messo la musica nel blog!

I cavalieri dello zodiaco...sarò pesante ma a me piacciono troppo..vediamo le loro caratteristiche:
 
Pegasus:
  • i suoi pugni superano la barriera del suono
  • nella sua armatura vive pure lo spirito del dragone
  • anche se è mezzo morto vince tutte cose

Syrio(dragone):

  • la sua difesa e il suo attacco sono ineguagliabili
  • il suo punto debole lo trovi mentre attacca solo in una frazione di secondo
  • è riuscito a far cambiare il corso d'acqua di una cascata

Crystal(cigno)

  • anche al polo nord indossa il suo smanicato blu
  • per andare a trovare a sua madre sul fondo del mare della siberia si immerge in acqua e ci rimane mezza puntata
  • può congelare tutte cose col solo tocco

Andromeda:

  • da tutti sempre definito il più gay dei cavalieri
  • la sua catena a volte è lunga 1km a volte è lunga 1m
  • è fratello di Phoenix...e non si direbbe

Phoenix(fenice):

  • prima è cattivo ed è fortissimo poi da buono un po' la scafazza
  • da tutti definito il cavaliere più virile,il suo pugno diabolico fa venire gli incubi e non i lividi
  • non può morire mai perchè risorge dalle sue ceneri come la fenice

4月17日

La rana e lo scorpione...

Non è una cosa nuova...ma mi va di scriverla...

Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: "Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda." La rana gli rispose "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!" "E per quale motivo dovrei farlo?" incalzò lo scorpione "Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!" La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua. A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto. "Perché sono uno scorpione..." rispose lui "E' la mia natura"

.....M....

Varanasy baby

sei sempre

MIA

complice

4月15日

Targato -PA-

C'era una volta una mentalità
1 canna 2 stanze e 43 amici
1 candela e tanta voglia e fa'
o' burdell chiamato "a rivoluzione".
Ciccio tra tutti era targato - PA -
non capiva però gli piaceva fumare
aveva gli occhi da' felicità
e un vocione paesano "passate stà canna!".
Slogan bandiere e tanti capi che
tutti bravi a parlare tutti a comandare
menti borghesi e figli di papà
che si armarono tutti con spranghe e pistole.
Ciccio pensava "ma che stanno a' fa' ?"
Non capiva e perciò continuava a fumare
tutti si alzarono "è deciso già!!"
Via alla rivoluzione... "ci va Ciccio terrone!".
Fammi sparire fammi sperare
fammi quello che vuoi
ma non farmi sparare.
Fammi tradire fatemi odiare
famm' chell che vuo'
... Ma non voglio sparare mai.
Ciccio voltò le spalle e se ne andò
e sperava nel giusto cercando 1 mestiere
e dopo 86 concorsi entrò
arruolato nell'arma dei Carabinieri.
Smise col fumo e poi s'innamorò
di un carabiniere del "Basso Treviso"
addestramento e infine poi giurò
e ad un tratto lo armarono per intervenire.
C'era una volta una mentalità
1 canna di mitra e di fronte 2 amici
Ciccio sapeva troppe cose ormai
salutò il suo cane ... chiuse gli occhi e disse "puoi sparare".
E la sua anima poi s'innalzò
verso il cielo del sud...per il Paradiso
"un angelo armato...Ciccio tu diventerai"
era il Padreterno che gli fece 1 sorriso.
Fammi sparire fammi sperare
fammi quello che vuoi
ma non farmi sparare.
Fammi tradire fatemi odiare
famm' chell che vuo'
... Ma non voglio sparare mai.

4月13日

Notizie a confronto..fatti scomparsi e opinioni vincenti...MARCO TRAVAGLIO HA RAGIONE!!

FONTE:Melting pot Europa

Milano: rivolta a Chinatown da la Repubblica online del 12 aprile 2007 Tutto è nato dalla multa a una commerciante che scaricava merci fuori orario. Scontri, feriti e auto distrutte. La protesta è degenerata. Solo intorno alle 14 le cariche sono cessate. Milano - Corteo con bandiere, cariche della polizia, feriti, auto distrutte. La rivolta di circa trecento cinesi è scoppiata nella piccola "Chinatown" di Milano nella zona di via Sarpi. La rivolta è scoppiata quando la polizia ha multato una commerciante cinese che aveva scaricato merci fuori orario. La protesta della donna, molto veemente, ha scatenando una reazione violenta da parte dei connazionali accorsi. Rapidamente, la protesta si è trasformata in una specie di guerriglia urbana con cariche e contrattacchi. Feriti o contusi alcuni agenti e civili. Un poliziotto municipale è stato accompagnato in ospedale.La "battaglia" è proseguita per divrso tempo con i gruppi di cinesi in rivolta che si rifiutavano di lasciare la sede stradale. Un’auto della polizia è stata distrutta e ribaltata in una strada vicina. Danneggiate anche altre macchine in sosta. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto un agente colpire un ragazzo con il calcio della pistola. In via Niccolini, un centinaio di cinesi sono praticamente asseragliati e sventolano bandiere della Cina."Tutti i giorni mi fanno una multa" ha dichiarato Ling Xiu, una commerciante della zona, cercando di spiegare le ragioni della protesta. "Noi siamo qui per lavorare. Non siamo mafiosi, non uccidiamo nessuno, lavoriamo e basta pagando le tasse. Lei mi deve spiegare perché tutti i giorni i vigili mi fanno una multa. Glielo dico io perché, perché la polizia vuole il male dei cinesi. Infatti gli italiani possono lavorare, ma a noi lo impediscono. E adesso mi hanno chiuso il negozio, come faccio a dare da mangiare ai miei figli? A pagare l’affitto di casa?".Una donna italiana ha raccontato di essersi "ritrovata tra bottiglie che volavano, auto dei vigili distrutte, persone che rovesciavano una macchina parcheggiata. La reazione è stata davvero molto violenta". A parlare è Loredana Cerrato, dell’associazione Vivisarpi, residente in via Giusti. "Sono uscita di casa per andare incontro a mio figlio, che frequenta le medie e non lo vedevo ancora arrivare. In mezzo a via Niccolini - ha spiegato la donna - mi sono trovata in mezzo ai tafferugli, con autoambulanze che andavano e venivano. Appena ho recuperato mio figlio siamo corsi a casa. Ora siamo bloccati qui".Intorno alle 14 le cariche sono cessate, ma la tensione resta alta. Per terra i segni degli scontri con bottiglie rotte e cestini divelti.

FONTE: IL GIORNALE (e biri chi manci)

Milano - All’improvviso, ieri mattina, le strade di Chinatown non c’erano più. Si vedevano solo centinaia e centinaia di teste di cinesi una accanto all’altra. Sempre di più: gente che usciva dai palazzi, dai negozi, arrivando silenziosa ma in massa, determinata, con in pugno bandiere rosse. Alla fine un vero e proprio fiume di persone. Spaventoso. Arginato solo dall’arrivo della polizia, dalle cariche della Celere, dalla volontà di ristabilire l’ordine sovvertito da questa massa di stranieri che sferravano calci e pugni alle auto dei vigili, lanciavano bottiglie contro la polizia e si buttavano per terra.
Quello che è accaduto ieri mattina tra via Niccolini, via Bramante e via Paolo Sarpi, a Chinatown, a Milano non si era mai visto prima. Scontri e tensione: il cordone delle forze dell’ordine da una parte e i rivoltosi dall’altra. Guerriglia pura. Il bilancio alla fine è preoccupante: 14 vigili urbani feriti lievemente e due delle loro auto capovolte, una donna cinese denunciata per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, le strade della zona chiuse per sette ore. Uno stato di assedio di un quartiere per lo scoppio della rivolta a lungo covata dagli abitanti di Chinatown. Scesi in piazza in 400 per protestare contro la pesecuzione - come viene chiamata da queste parti in un italiano stentato - che una loro connazionale stava subendo. In realtà un pretesto. «Una rabbia scaturita dai nostri recentissimi controlli - ammette il vigile di una squadra di polizia giudiziaria intervenuto sul posto -, sono circa 40 giorni che setacciamo Chinatown per controllare scontrini e merci, i cinesi sono esasperati, dicono di non riuscire a lavorare». C’è aria di premeditazione.
Tutto inizia alle 9 del mattino quando una pattuglia con due vigilesse a bordo e che in questi giorni presidia Chinatown per far rispettare il carico e scarico delle merci, si ferma in via Niccolini per controllare un giovane cinese: l’uomo sta trasportando scatole di calzature dalla sua auto al negozio di fronte. Le vigilesse gli contestano che il trasporto è avvenuto su una vettura privata e ritirano all’uomo il libretto dell’auto. La vicenda sembra finire lì, con una multa da 40 euro. Ma, due ore e mezza più tardi, l’episodio degenera nella rivolta. La moglie del cinese, la 30enne Bu Rowey, esce dal negozio e, fiancheggiata dai suoceri che l’aiutano a tenere in braccio la figlia di 3 anni, si avvicina alle vigilesse. Vuole il libretto dell’auto: la discussione va avanti per un po’, tanto che attorno alle tre donne si forma un capannello di curiosi. Intanto sul posto arrivano altri sei agenti. Spintonati dalla cinese - così arrabbiata da far cadere anche la figlioletta, che scoppia a piangere -, i ghisa decidono di portarla al comando per identificarla. Lei protesta ancora di più: colpisce con un pugno sul seno una vigilessa, poi afferra il libretto e tenta di fuggire. Subito bloccata, la donna comincia a gridare, chiamando a raccolta i connazionali della zona. Ecco l’adunata: a gruppi i cinesi arrivano, arrabbiati e pronti allo scontro. Gli agenti tentano di allontanarli mostrando il manganello, ma ogni minuto che passa la strada si riempie. I primi spintoni che diventano tafferugli, poi i tafferugli che diventano guerriglia. Arrivano i rinforzi della polizia: Milano torna indietro nel tempo, sembrano gli anni Settanta. Lanci di oggetti contro il muro di poliziotti, poi le cariche, le manganellate. La tensione al massimo. Una, due, tre, cinque, sette ore. Un triangolo di città chiuso per rivolta fino al tramonto. Poi la calma apparente e col buio i lampeggianti della polizia rimasta a presidiare la zona fino a notte fonda.

 

FONTE:L'UNITA'

GASPARRI CHIEDE RETATE IN TUTTE LE CHINATOWN(???????????)

L'opposizione attacca il governo e chiede retate in tutte le Chinatown

Gli incidenti di giovedì nel quartiere "cinese" di Milano riaccendono lo scontro politico sulla questione dell'immigrazione e della sicurezza. Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, a dire il vero lancia una dichiarazione non bellicosa. Un intervento in forma stranamente problematica, senza proclami, che inizia spiegando che «a fronte di un contesto sociale ed economico mutato, Milano si trova, come altre grandi aree metropolitane d'Italia, al centro di una situazione particolarmente complessa che può vivere momenti di tensione, anche per un significativo intensificarsi dei flussi migratori». Quindi per il Cavaliere «la linea da seguire è quella della solidarietà unita alla legalità, delle politiche sociali ma anche del rispetto delle regole». «L'accoglienza e la tutela della sicurezza devono necessariamente coniugarsi e stare insieme per la libertà di ogni cittadino», aggiunge l'ex premier ,che soltanto il mese scorso era sceso in piazza con toni molto più accesi a fianco del sindaco Letizia Moratti nella "marcia per la sicurezza" chiedendo piuttosto che politiche di accoglienza, più poliziotti.Come nel gioco dei ruoli, a parte lui, a Milano come a Roma, nell'opposizione prevale invece una linea molto più repressiva e polemica, da Ombretta Colli di Forza Italia a Romano La Russa di An a Maurizio Gasparri. Secondo l' ex "Caschetto d'oro 1966" la rivolta di Chinatown a Milano è stata organizzata ed è una reazione al piano del Comune che vorrebbe trasformare via Paolo Sarpi in una zona pedonale, decentrando il commercio all'ingrosso. Un piano che secondo l'assessore Colli è stato la «scintilla» degli incidenti su cui la polizia municipale non ha colpa. «I vigili non erano certo lì in assetto di guerra» sottolinea, aggiungendo che «la piccola insurrezione era abbastanza organizzata: non si esce nel giro di un quarto d'ora a migliaia con bandiere e striscioni».Romano La Russa capogruppo di An a Milano, inizia riconoscendo alla comunità cinese di essere sempre stata «operosa, non dedita a traffici illeciti e non preoccupante dal punto di vista dell'ordine pubblico», anche se «molto chiusa e che pretende di non sottostare alle regole che valgono per tutti». Il capogruppo di An dice che «bisogna fare uno sforzo per una chiara integrazione», ma aggiunge poi che «i milanesi sono stufi delle invasioni di immigrati che, più che a favorire l´integrazione contribuiscono alla diffusione della violenza». E agita una seconda marcia a Parco Lambro, una marcia dei cittadini «onesti che non rubano e non spacciano, per manifestare contro zingari e delinquenti». E i cinesi? «Se anche i cinesi hanno voglia di menar le mani e agitarsi - conclude - vadano in Piazza Tienanmen, se ne hanno il coraggio e se glielo consentono. Ma lì - non c´è il prefetto di Prodi». Insomma, zitti e lavorare. A nessuno naturalmente è venuto in mente di coinvolgere i commercianti cinesi e non nella programmazione futura di via Paolo Sarpi. Ma, come fa notare Walter Veltroni, «se succede qualcosa a Roma è colpa del sindaco, se succede a Milano è colpa del governo». Così Maurizio Gasparri dell'esecutivo di Alleanza Nazionale suona la grancassa prendendo spunto da quanto successo a Milano, sotto un'amministrazione di centrodestra, per attaccare il governo di centrosinistra. «Il governo in materia di immigrazione non sa cosa fare, ma è bravo solo nel creare disastri - dice Gasparri per il quale il governo non riesce a varare le inopportune modifiche alla Fini-Bossi «per liti e contrasti, mentre dovrebbero prendere atto che in una delle metropoli europee, incoraggiate dal lassismo della sinistra, bande di cinesi pretendono che pezzi di Milano diventino zone franche dell'illegalità». Per Gasparri «il governo è colpevole di quanto avviene». Lui è rimasto strenuo sostenitore della vecchia Bossi- Fini e chiede « controlli a tappeto in tutte le Chinatown dove prolifera il crimine». Retate, non norme pro-clandestini, è il suo credo. E annovera tra i sostenitori anche il commissario Ue Franco Frattini

FONTE:IL VELINO

(Beppe Grillo)

Roma, 13 apr (Velino) - "La bandiera della Repubblica popolare cinese è stata issata su Milano, sventolata dai balconi. La stella a cinque punte su sfondo rosso ha brillato durante una calda giornata di primavera". Comincia così, con toni vibranti da racconto di guerra, l’intervento che Beppe Grillo dedica sul suo blog agli scontri scoppiati ieri a Milano. Per Grillo quella di ieri "è la vittoria della più importante Chinatown di Europa contro i vigili e la loro volontà di fare le multe. Le forze antisommossa sono intervenute, ma sono state respinte, 14 sono finiti all’ospedale. Alcune auto sono state ribaltate. Anche i cinesi le hanno prese e cinque sono stati ricoverati. Sembra che tutto sia nato dallo zelo di una vigilessa e dalla reazione della comunità cinese. Ma una multa - sottolinea il comico-fustigatore di costumi - non può scatenare una rivolta. La diversità, la mancata integrazione e le tensioni che durano da anni sì. Via Paolo Sarpi e dintorni sono un ghetto, o meglio un autoghetto. È come essere a Pechino, forse meglio. I negozi italiani scompaiono, i vecchi residenti se ne vanno. È un’enclave".
Grillo non nasconde la propria preoccupazione: "I ghetti, ce lo insegna la Storia, portano male a chi li abita. Sono centri di solidarietà culturale ed etnica. Ma sono isolati, circondati dal mare dei diversi. Mi hanno colpito le tante bandiere cinesi, l’orgoglio di chi le portava. E mi sono chiesto quale significato hanno. Una volta chi arrivava a Milano voleva subito farsi adottare e diventare milanes. Oggi si porta la bandiera da casa. I ghetti sono pericolosi per chi ci vive, odiati da chi li circonda. L’integrazione è l’obiettivo che abbiamo per chi arriva nel nostro Paese? E allora - esorta Grillo - integriamoli e proibiamo i ghetti. In un quartiere non deve poter vivere più di una certa percentuale di nordafricani, di cinesi, di filippini, insieme agli italiani. Lo stesso nelle scuole. E chi arriva deve volersi integrare, imparare la nostra lingua, sventolare la nostra bandiera. O andarsene. L’Italia non ha mai avuto guerre di religione e guerre etniche. Andarsele a cercare - conclude il comico-blogger - è da temerari e anche un po’ da idioti".

La bandiera della Repubblica Popolare Cinese è stata

issata su Milano, sventolata dai balconi. La stella a cinque punte su sfondo rosso ha brillato durante una calda giornata di primavera. E’ la vittoria della più importante Chinatown di Europa contro i vigili e la loro volontà di fare le multe. Le forze antisommossa sono intervenute, ma sono state respinte, 14 sono finiti all’ospedale. Alcune auto sono state ribaltate. Anche i cinesi le hanno prese e cinque sono stati ricoverati.
Sembra che tutto sia nato dallo zelo di una vigilessa e dalla reazione della comunità cinese. Ma una multa non può scatenare una rivolta. La diversità, la mancata integrazione e le tensioni che durano da anni sì. Via Paolo Sarpi e dintorni sono un ghetto, o meglio un autoghetto. E’ come essere a Pechino, forse meglio. I negozi italiani scompaiono, i vecchi residenti se ne vanno. E’ un’enclave.
I ghetti, ce lo insegna la Storia, portano male a chi li abita. Sono centri di solidarietà culturale e etnica. Ma sono isolati, circondati dal mare dei diversi.
Mi hanno colpito le tante bandiere cinesi, l’orgoglio di chi le portava. E mi sono chiesto quale significato hanno. Una volta chi arrivava a Milano voleva subito farsi adottare e diventare milanes. Oggi si porta la bandiera da casa.
I ghetti sono pericolosi per chi ci vive, odiati da chi li circonda. L’integrazione è l’obiettivo che abbiamo per chi arriva nel nostro Paese? E allora integriamoli e proibiamo i ghetti. In un quartiere non deve poter vivere più di una certa percentuale di nordafricani, di cinesi, di filippini, insieme agli italiani. Lo stesso nelle scuole. E chi arriva deve volersi integrare, imparare la nostra lingua, sventolare la nostra bandiera. O andarsene. L'Italia non ha mai avuto guerre di religione e guerre etniche. Andarsele a cercare è da temerari e anche un po’ da idioti.

4月12日

NIENTEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!

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